Age of Worms

Il Tumulo Sussurrante

Forse recupero la casa

Anno 595 CY, Godsday, 4° giorno di Readying
Tumulo Sussurrante, Colline dei Sepolcri

Finalmente trovo il tempo materiale per aggiornare il diario. Sono successe cose. Abbiamo trovato delle indicazioni nella casa di Ulgo Fant, che ci hanno portato in un sepolcro non esplorato. Appunto il Tumulo Sussurrante. Siamo stati attratti da un lamento proveniente dalla sua entrata, ormai coperta di erbacce. L’accoglienza è stata delle migliori, niente mostri o cose, soltanto qualche cadavere. Dopo esserci mangiati abbastanza la testa su cosa troviamo e cosa non troviamo a un certo punto abbiamo trovato un passaggio con una bocca che vomitava arcobaleni. Codesti arcobaleni non sembrano essere una cosa felice in quanto Il Cornuto ci è quasi rimasto. Sorvolando poi il fatto che sono stato quasi ammazzato da degli scarafaggi di merda abbiamo ammazzato una cosa più grossa, non bene identificata. Esplorando abbiamo trovato delle lanterne dalla peculiare forma, che a quanto pare fanno smettere di vomitare arcobaleni alla faccia di pietra di cui sopra.

Bene, evidentemente farsi sboccare addosso da una faccia di roccia non era proprio la sua idea perfetta per un’avvenura, così Il Cornuto ha deciso di mollarci in quarto. Per quanto epica poteva essere la sboccata, forse rimembrarla con dei cantici non era proprio il top per La Tizia che Suona (Talia), perciò decide di andare con lui. L’altro tizio, Il Cecchino (Zhilantar), decide di seguire l’allegra combriccola di disertori perché evidentemente anche lui aveva aspettative più alte. “Vi aggiustiamo la staccionata della casa prima di andarcene!” è stato il loro modo di salutarci. Vabbene, proseguiamo: riusciamo a non far sboccare più la bocca ed entriamo in un lungo e ampio corridoio, senza pavimento, con al centro quello che sembra un tronco di pietra orizzontale, e ai lati del corridoio delle decorazioni a nido d’ape. Affacciandoci in basso si vede la fine del dirupo, che è piena di sferette di metallo. Decido di tirarmi fuori le zampe da ragno dalla schiena e fare un giro di ricognizione: esamino una sfera, ferro pieno e di fattura eccezionale! Ci potremmo fare centinaia di armi e armature perfette con questo.

Nemmeno formulo queste parole che sento un urlo allucinante, dato che ero così attento nell’esaminare la sfera mi sono letteralmente cagato nei pantaloni. E per letteralmente intendo che mi sono ritrovato in posizione fetale con le lacrime agli occhi e una sensazione di freddo e bagnato dietro al culo. Devo lavorare sull’autocontrollo, e devo defecare prima di esplorare. Facendo finta di nulla cerco di capire la fonte di questo rumore. Viene fuori che è il fantasma di Alastor Land, un tizio che abitava fuori di qui. A quanto pare ha tradito la sua famiglia in un momento di bisogno e poi è venuto qui a farsi smontare la testa da una di quelle sfere. Ci dice che in fondo al corridoio c’è una porta, dietro di essa una “stanza piena di gloria con una colonna di aria”, e che lui è l’unico che può aprire la porta dall’interno. Casualmente ci chiede di prendere le sue ossa da sotto le palline e seppellirlo nella proprietà dei Land. In cambio di aprire la porta.

Ad un certo punto mi attacca una specie di serpente, al quale controllo le tonsille con la lancia. Non sono sicuro che i serpenti abbiano tonsille, ma ad ogni caso non è sopravvissuto all’ispezione. Provo a chiedere qualche info in più al fantasma, ma sembra che abbia qualche costrizione che gli impedisce di darci info riguardo il suo passato o quello che c’è dietro la porta. Poco male, non lo cachiamo minimamente e cominciamo a raccogliere le preziosissime sfere accantonandole nell’antro principale. Nel mezzo troviamo un po’ di cadaveri, in particolare su uno trovo un anello dei Seekers, oggetto che può tornare utile nel caso Il Contatto voglia fingersi uno di essi. Nel frattanto che raccogliamo le palle conversiamo amabilmente e Thamior dice di ricordarsi qualcosa riguardo i Land, in particolare che la sua famiglia fu una delle prime a morire quando ci fu una pestilenza su Diamond Lake chiamata Morte Rossa. Questa malattia a quanto pare fu un mistero perché sembrava avesse natura magica, e le persone venivano contagiate col solo contatto con un malato. I malati venivano deformati fino a morire.

Molto curioso, la prima cosa che mi è venuta in mente sentendo le parole “Morte” e “Rossa” è stata Wee Jas. Putacaso proprio a Diamond Lake abbiamo un culto nascosto di essa. E poi come può essere, un semplice malcapitato di una trappola, l’unico sistema per andare nella stanza successiva? I costruttori mica potevano immaginare che un cretino con grandi rimorsi si sarebbe suicidato qui, generando un fantasma. No, doveva essere o un qualcosa di già prestabilito, tipo un fantasma come parte del sistema, ma Casper ci dice di no, che non c’era nessun fantasma prima. Tutto puzza.

Una volta svuotata completamente la vasca dalle palline decido di far scattare le trappole appendendomi all’albero. Queste sparano un altro po’ di palline e poi si fermano, incapaci di sparare ancora. A questo punto raccogliamo le ultime di queste e diciamo al fantasma che avremmo sistemato le cose e gli faccio firmare un contratto nel quale lui si impegna ad aprire la leva se noi lo seppelliamo. Detto questo torniamo indietro e facciamo il punto della situazione. Dobbiamo investigare parallelamente sul tumulo stesso, fra l’altro Il Maestro è tornato, chiederemo a lui. Poi prima di buttarci in una fattoria abbandonata dove ha avuto inizio una piaga raccapricciante sarebbe il caso di informarsi meglio su tutta la faccenda. Magari La Chiesarola di Wee Jas ne sa qualcosa. Sarebbe anche il caso di studiare un po’ questi Seekers, e sapere di più su come aver trovato quell’anello può avvantaggiarci.

All’entrata del tumulo abbiamo trovato un pezzo di portale, che a quanto pare porta ad un altra tomba di questo tipo, dato che non voglio che questo sparisca lo porto giù nei meandri del tumulo e lo nascondo. Carico il primo sacco di palline in spalla per caricare il carro e cominciare la produzione di equipaggiamento a casa di Ulgo Fant, quando il sacco si svuota di colpo. Mi guardo intorno: niente. Torno alla vasca, e stanno tutte la le stronze. Evidentemente i costruttori hanno pensato bene di non far utilizzare tutto quel buon acciaio per uno scopo più nobile che far saltare teste a ignari profanatori di tombe. Molto bene, facciamo qualche test, tipo distruggere una palla e provare a portar via i frammenti ma niente: si ricompone. Ad una certa sentiamo un grosso spostamento d’aria, e notiamo che dopo circa un’ora di perdite di tempo il pezzo di portale torna al suo posto.

Evidentemente ci potremo tenere solo l’equipaggiamento dei poveri cristi che sono morti qua dentro. Amen, abbiamo abbastanza roba di valore per riscattare la casa, ora dobbiamo decidere se vale la pena farlo dato che possediamo l’altra casa di campagna. Si valuterà. Una seconda cosa mi viene in mente: se ci sono così tanti meccanismi che in qualche modo risistemano gli oggetti importanti del tumulo, cosa succede alle lanterne? Queste sono l’unico modo per tenere aperta la bocca di pietra e per farle evitare di sboccare. Pensandoci bene però la posizione standard di queste dovrebbe essere dove sono ora. Però devono stare accese. Se non vogliamo che la nostra morte dipenda dal tempo che ci mette una torcia a consumarsi dobbiamo incantare quelle lanterne per farle bruciare per sempre. Fiamma Perenne! Abbiamo bisogno di quell’incantesimo, che chiederemo ad Allustan appena possibile. Decidiamo quindi di risistemare tutto come abbiamo trovato. Imboscando le lanterne, risistemando il sarcofago al suo posto, e mettendo un grosso telo che copra l’ingresso.

E’ arrivato il momento di tornare a Diamond Lake. Il Contatto si ricorda che Alastor Land fu uno dei primi ad essere stato dichiarato morto per Morte Rossa, e che fu seppellito dalla sua famiglia. Il che mi farà dormire sogni molto tranquilli al pensiero di ciò che potremmo trovare nella sua proprietà, e in particolare nella sua tomba.

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