Age of Worms

Investigazioni e stranieri deficienti

Il silenzio è una dote rara al giorno d'oggi

Anno 595 CY, Waterday, 19° giorno di Readying
Tumulo Sussurrante, Colline dei Sepolcri

Ora la situazione sembra più chiara. Siamo tutti nella camera gloriosa con il Moro che costruisce assieme agli operai la nuova forgia nell’abisso. Oramai sta chiuso qui dentro da tre giorni, e se lo merita.

Il 15° giorno di Readying ho fatto l’ultimo dei sogni premonitori inviatimi da Kalarut. Questa volta il sogno è stato non solo chiaro, verosimile e lucido, ma l’ho vissuto in prima persona nel corpo di Kalarut. Ho avuto gli stessi pensieri e ho provato lo stesso dolore del giorno della morte di mio padre.

Ci trovavamo nell’ufficio tecnico della miniera Dourstone, e stavamo aggiornando alcuni progetti per la solita espansione della miniera di rame. In particolare non ci tornava il fatto che l’ascensore nella zona più bassa fosse profondo solo 10 metri, in quanto quando si realizzò furono impiegati molti più materiali, e dati i buchi nel bilancio andava capito questo materiale dov’era andato a finire, perchè quella zona era a rischio crollo, e fu abbandonata l’espansione da quella parte, e il recupero di meccanismi e pezzi di quell’ascensore avrebbero potuto ridurre il costo per la realizzazione delle nuove espansioni.

Decidemmo di fare alcuni rilievi sul posto per capire la situazione. Mappa alla mano andammo giù per vari ascensori fino a giungere alla parte più bassa della miniera. Lasciandoci alle spalle il cartello “Vietato l’ingresso” proseguivamo nel corridoio per l’ascensore quando ad un incrocio appare un ragazzino con i capelli corvini, con una fiala di liquido nero in mano, inseguito da una guardia umana. La guardia rincorrendolo ci spinge, noi rimaniamo in equilibrio e lo blocchiamo, chiedendo spiegazioni riguardo il comportamento irrispettoso della guardia, e rimanendo non poco incuriositi dal ragazzino. La guardia afferma che il ragazzino forse per scommessa era entrato nella zona proibita, così lei lo stava rincorrendo per farlo andare via.

Con ancora il grosso buco di bilancio in testa ignorammo la cosa e proseguimmo per il corridoio, arrivando infine all’ascensore. Gettando una pietra nella tromba ci rendemmo conto che la profondità del buco superava i cinquanta metri, addirittura la sua profondità poteva arrivare a 60 metri. Pensammo che fosse tutto molto sospetto, come si sono sognati di fare un ascensore così profondo? Addirittura sei volte più del pianificato! Tutto spiega il buco di bilancio, e anche il rischio di crollo! Senza l’adeguato studio della consistenza e composizione della roccia non si può praticare un foro così profondo senza conseguenze! Decidemmo quindi di provare a scendere quanto possibile e vedere la condizione delle travi e dei meccanismi, e magari vedere che altro è stato fatto a nostra insaputa.

L’ascensore cominciò a scendere facendo un baccano pazzesco, tuttavia ci rendemmo conto che era stato usato di recente. Scese giù lentamente per un minuto buono, eravamo a 50 metri dai nostri calcoli quando si senti un colpo, una catena uscita fuori dalla carrucola, e cominciò una caduta libera rovinosa, che ci fece schiantare a terra con tutto l’ascensore. Perdemmo i sensi, ma grazie a una bottiglia di scintille dell’alchimista che portavamo sempre con noi, che si era rotta nell’impatto ci risvegliammo guariti da quella scarica improvvisa. Uscimmo dalle rovine dell’ascensore strisciando sul ventre, doloranti e pieni del nostro sangue. Dal dolore al petto avevamo almeno un paio di costole rotte, tuttavia riuscivamo, seppur zoppicando a causa di una scheggia di legno nella gamba, a camminare.

La vista ci lasciò entrambi stupiti: ci trovavamo in una stanza con delle volte abbastanza alte, il pavimento di fine marmo nero, lucide colonne dello stesso marmo che arrivavano fino al soffitto, un arco enorme che portava, tramite un corridoio, ad un’altra stanza ancora più grande. Ci soffermammo un attimo sui resti dell’ascensore e osservando i meccanismi capimmo subito che l’ascensore era stato manomesso deliberatamente. Eravamo bloccati lì sotto, e la cosa più logica era esplorare per quanto possibile quel luogo per trovare una eventuale altra uscita. Quella costruzione era palesemente molto antica, molto più antica della miniera stessa, e costruita con una maestria attualmente assente a Diamond Lake. Proseguiamo per la stanza più grande, una androne circolare con una cupola a parecchi metri dal suolo, che quasi si perdeva nell’oscurità che i nostri occhi riuscivano comunque a scrutare. Al centro della stanza c’era una grande polla di liquido nero (lo stesso che il ragazzo aveva nella fiala!?) dalla superficie liscia, e nei restanti punti cardinali (noi venivamo da sud) c’erano altre tre porte che sembra conducessero ad altre zone della solenne costruzione. Decidemmo, per una questione di simmetria, ad andare nella porta subito di fronte a noi, pensando che probabilmente se ci fosse un’uscita dal lato sud, ce ne dovesse essere una al lato nord.

Appena sfiorata la porta venimmo investiti da una sensazione di terrore soverchiante, mai nella nostra vita provammo una sensazione così forte di impotenza e debolezza. Nonostante tutto spingemmo la porta e ci infilammo in un oscuro corridoio. Nemmeno i nostri occhi da Mechanatrix ci permisero di bucare quell’oscurità (probabilmente di natura magica). Un freddo pungente ci invase sempre di più, ogni passo che facevamo si faceva più difficile. Ad un certo punto sentimmo una lama fredda penetrarci alle spalle, all’altezza del cuore. Una figura incappucciata stava dietro di noi, una voce fredda ci disse “Ciao Kalarut, ti aspettavo da tanto tempo, quando la vera tomba sarà aperta riferisci un messaggio a tuo figlio Celerut, digli di venire qui sotto, di venire ad uccidere l’assassino di suo padre. Fallo Kalarut, e ora muori”. La lama entrò in profondità, il cuore smise di battere, un gelo mai provato partì dal petto fino a raggiungere ogni parte del corpo, la consapevolezza di stare per morire arrivò non appena la morte stessa non sopraggiunse.

Mi sveglio sudato, mi sento debole, quasi fossi caduto io stesso in quell’ascensore, quasi fossi stato pugnalato io stesso. Nella mia mente ancora riecheggiano gli ultimi pensieri di mio padre, quel freddo… Non ricordo alcun incantesimo preparato ieri, e non mi sento in grado di prepararne di nuovi oggi. Mi metto seduto sul letto, mi afferro la testa, e cerco di calmarmi. Appena ritrovo il controllo mi alzo barcollante e raggiungo gli altri, che vedendomi in quelle condizioni mi fanno subito sedere e mi chiedono cosa sia successo. Racconto loro il sogno, del quale avevo in qualche modo la consapevolezza che sarebbe stato l’ultimo. Molte cose sembrano più chiare ora, le porte sono quelle tre, e la prima nella quale è entrato è significata per lui la morte. Il primo pensiero logico che mi viene in mente è che bisogna assicurarsi che il sogno sia reale, che non fosse un’influenza magica dovuta al lancio di incantesimi specifici come Incubo o altro.

La prima cosa che facciamo è recarci alla tomba di famiglia, ci chiudiamo dentro e riesumiamo il cadavere di mio padre. Ai tempi fu dichiarato morto a causa del crollo di un ascensore, e fu dichiarato da uno dei minatori che il cadavere venne ritrovato in fondo ad un ascensore. Dubito fortemente che si trattasse di quell’ascensore, altrimenti sarebbe stata ritrovata anche quella specie di cattedrale. Dall’autopsia ci è ora chiaro che la morte fu una pugnalata alle spalle. Dunque quello che era successo, che avevo vissuto quella notte, è tutto vero. Lì sotto c’è veramente la Cattedrale Oscura, e mio padre è stata una delle sue vittime.

Raccontiamo tutto al Maestro, che mi analizza magicamente e conferma che il sogno era magico, ma che non era intrinsecamente negativo, era come una profezia, o una visione, probabilmente mandatami da mio padre e non da qualcuno della Triade. Il primo elemento che Allustan ci fa notare è che la figura incappucciata era perfettamente preparata all’arrivo di mio padre, e che addirittura sapeva che io stesso prima o poi sarei dovuto scendere lì sotto. Per quale motivo? Sapevano che ci saremmo imbattuti nella vera tomba? Era tutto programmato? La vera tomba è legata in qualche modo alla Triade? Una cosa è certa: sicuramente la figura incappucciata non sapeva che Kalarut mi avrebbe fatto vedere tutto con questo livello di dettaglio. Adesso abbiamo quindi un lieve vantaggio. La prima cosa sulla quale investigare è il bambino, che evidentemente è sceso fin la sotto, ha raccolto lo strano liquido, ed è uscito senza troppi problemi. Cosa sapeva? Chi l’aveva mandato? Allustan non ci dice altro, ma sembra che sappia, o che almeno sospetti qualcosa riguardo la costruzione sotterranea, così decide di partire per la Città libera di Greyhawk il giorno stesso.

Provo a fare un identikit, e al caro Contatto vengono in mente tre persone che possono corrispondere alla descrizione, in particolare due alla descrizione fisica e una per puro intuito: uno è Taggin, un mercante che gestisce il general store di Diamond Lake, il secondo un altro negoziante e il terzo nientemeno che l’Alchimista. Decidiamo di andare per ordine, andiamo prima dal meno probabile, un mercante gnomo fra le altre cose, che ovviamente non è la persona che cercavamo, dopo di che il Moro decide di andare da Taggin da solo. Gli propone una cena d’affari, e si fa consigliare sul posto nel quale andare, il The Hungry Gar, un ristorante conosciuto per essere piuttosto caro, in relazione alla qualità del cibo che viene servito. L’appuntamento è questa sera di fronte al Feral Dog. I due grossi e io facciamo da guardie del corpo, e il Contatto ci seguirà dal largo, l’accordo è di accendere una candela alla finestra corretta in modo che Thamior si possa appostare per tenere a portata di orecchio la situazione, e noi rimaniamo fuori dal locale qualora ci fossero problemi.

La conversazione sembra non portare a granché, il piano era di far sbottonare il mercante sul suo passato per capire se poteva essere stato lui quel ragazzino. Il Moro la prende molto larga, lo fa bere abbastanza e dopo di che si lascia sfuggire che siamo stati nel tumulo. Quattro facepalm contemporanei dopo cerca di recuperare ammettendo addirittura di aver trovato qualcosa. Chiude il tutto nominando il nome Benazel, scoprendo che a quanto pare lui non è il proprietario della Fonderia, bensì “solo” il suo gestore. Il vero proprietario sembra sia un prestanome di nome Vulgan Durtch. Nel frattempo il gruppetto di avventurieri (Khellek e Tirra) meno il guerriero entrano nel locale, e noi già cominciamo a pensare al casino che si sarebbe scatenato. Il mercante tuttavia sembra onesto, chiude il discorso ed escono a bere una cosa alla Flophouse. Dopo di che accompagniamo il mercante a casa e io lo metto in guardia sul fatto di tenere la bocca chiusa. Passo in doposerata dal tumulo della Verde Signora, ma mi dicono che la Chiesarola rossa non è presente, così decido di tornare l’indomani.

Il giorno dopo scopriamo che Zhilantar, il nostro compagno, è scomparso dalla Flophouse, dove aveva una stanza. Pare che a differenza degli altri sia rimasto a Diamond Lake per sbrigare alcuni affari. Decido subito di recarmi al locale e di scrivere una lettera in codice a Jalek, lo sfuggente proprietario, per chiedergli cosa sapesse riguardo la sparizione del nostro compagno. Purtroppo stanno girando delle storie ben precise, ovvero che noi abbiamo trovato qualcosa nel tumulo degli Uccelli Stigei, e che uno straniero mercante si è permesso di entrare in affari con Taggin senza chiedere il permesso ai capi miniera, e che probabilmente morirà a breve. Decidiamo di fare una capatina dal capo miniera che era stato il numero uno prima della Morte Rossa, Gelch Tilgast, ma non gli estorciamo granché, sembra che la sua decaduta sia stata dovuta solo a Smenk.

Il Contatto va a puttane, chiedendo informazioni alla Regina delle puttane, che però non si lascia sfuggire nulla, inutili i commenti sul fatto. Parallelamente vado da una guardia, Merris Sandovar, e gli chiedo informazioni riguardo la sparizione del mio amico, ma questo mi risponde a sua volta picche, non volendomi dare informazioni sensibili sul caso. Nel frattempo la sera Jalek mi risponde, dicendomi che è stato rapito dai fanatici. Intuendo che si tratti di religiosi, gli rispondo chiedendogli se i fanatici erano rossi, grigi o neri, sempre in codice. Risposta: nerissimi.

A questo punto anche il Moro decide di andare a puttane, e questa volta viene accolto da una delle ragazze, di nome Chezabet, a quanto pare questa è una zingara veggente pazza, oltre che puttana. Secondo l’affidabile fonte la tipa ha avuto una visione del futuro del Moro, e presa dalla paura è svenuta, generando panico e casino nel bordello. A questo punto decidiamo che è il caso di mettere sotto chiave il nostro nuovo compagno fino a quando le acque non si saranno calmate, mettendolo a lavorare sulla nuova forgia nel Tumulo.

Siamo arrivati alla conclusione che Taggin non era quel ragazzo, e che per esclusione non poteva essere altro che l’Alchimista. Ora sono rimaste solo due cose da fare: prendere un campione di acqua del lago, e andare dalla Chiesarola rossa.
La sera del giorno successivo ci rechiamo sul posto, e comincia una lunga chiacchierata con la chierica, nella quale le raccontiamo tutto ciò che è successo. Lei ci dice che la Cattedrale Oscura, sicuramente era la dimora di niente di meno che VECNA L’ARCILICH. Quindi a questo punto lo stato delle nostre ricerche è il seguente.

La miniera Dourstone è successiva alla creazione della Cattedrale Oscura, avvenuta in epoca antichissima, per mano del dio Vecna quando ancora camminava tra i mortali. Ipotizziamo che la scoperta stessa di quel luogo abbia attirato la Triade in quel luogo. La Triade ha orchestrato gli eventi della città negli ultimi 30 anni. In particolare dopo l’analisi del campione del lago probabilmente la Triade ha dato in mano al giovane Benazel un mezzo per estrarre materia prima dal minerale grezzo facilmente, aiutandolo nella sua ascesa al potere e creando questa condizione di sudditaggio che c’è fra lui e i capi miniera, il tutto per tenere sotto controllo la situazione. Dopo di che ha fatto scoppiare la Morte Rossa probabilmente come diversivo per coprire alcune sparizioni, dovute a reclutamento, per ottenere cadaveri da trasformare in scheletri o zombie e per far ricadere il sospetto sul culto di Wee Jas da parte della popolazione. Sempre loro hanno mandato la talpa dai Fricchettoni quando stavano per depurare il lago, solo per far pensare ai Fricchettoni stessi che il nemico fosse lui, e non far ricadere alcun sospetto sulla loro presenza. Tutto torna, Diamond Lake è in mano alla setta da molti anni, e tutto è stato orchestrato alla perfezione. Oggi è il 18° giorno di Readying, e come per confermare le nostre teorie, viene riferito alla Chiesarola che uno dei cadaveri morti di Morte Rossa è stato fatto sparire. Pensano che stiamo investigando su di loro, e stanno cercando di cancellare tutte le prove possibili.

Non ci resta che investigare sulla guardia, capire chi è e dopo di che possiamo passare alla fase esplorativa della Cattedrale. Manderemo due di noi a controllare la situazione e raccogliere informazioni che ci possono essere utili. Tutto ciò mentre ci equipaggiamo al meglio. Nei prossimi giorni ci saranno delle feste in città, il momento perfetto per agire, sia per noi che per loro. Il tempo stringe, e presto scenderemo lì sotto.

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