Turel

Chierico di Pelor

Description:

razza: lesser aasimar
allineamento: LB
difetti: vulnerable, non-combatant

Esteticamente è un ragazzo giovane, sui vent’anni, molto bello, con profondi occhi azzurri luminosi e dei capelli di un bianco argenteo innaturale.
Di carattere calmo e riflessivo, con gli atri invece può apparire chiuso e remissivo. Affamato di conoscenza e di sapere.

Talenti:
Incantesimi estesi
Incantesimi persistenti
Metamagia divina (inc. pers.)
Scacciare Extra

Domini:
Gloria
Sole
Conoscenze
Mago Divino

Bio:

Taurus era un uomo di mezza età, con la barba grigia ed i capelli lunghi raccolti in una coda dietro la nuca, l’aspetto rude ed imponente segnato da mille battaglie contrastava nettamente con il suo animo gentile, disposto ad aiutare chiunque in qualsiasi situazione. Ma Taurus era un cavaliere e la sua possente armatura d’acciaio nero, bordata di pelliccia, vista la rigidità del clima ne era la prova.
Era un uomo buono, ma sopratutto un guerriero, cavaliere fedele al suo Re, tanto spietato con i nemici in battaglia quanto altruista con il popolo.
Proprio questa sua nobiltà d’animo fu paradossalmente la sua rovina.
L’anziano e saggio Re fu deposto dai soliti giochi di palazzo, ritenuto da disgustosi e squallidi politici, oramai vecchio ed incapace di assolvere degnamente al suo ruolo.
I disordini che ne seguirono portarono i sostenitori del vero sovrano, a marcire in una lurida cella nelle profonde prigioni, ed li che Taurus si trovò suo malgrado. Ma, oramai rassegnato a dover concludere i suoi giorni, incontrò qualcuno che cambiò la sua vita.
Nella cella accanto la sua vi era un’altra povera anima, rea solo di essere rimasta fedele ad i propri ideali. Marael questo era il nome di quell’essere celestiale, aveva i capelli argentati e degli occhi azzurri talmente dolci da far sciogliere anche il più glaciale dei cuori. Era un chierico del vicino monastero dedicato a Pelor, anch’essi perseguitati e banditi in quanto considerati traditori di coloro che con la menzogna avevano preso il potere e consegnato il trono ad un falso Re.
Taurus poteva anche accettare di trascorrere gli anni che gli rimanevano da vivere in cella, ma non riusciva a tollerare che quella sublime creatura patisse il suo stesso destino, almeno lei doveva essere libera.
Con un trucco richiamò una guardia nella sua cella e non fu difficile per lui tramortirla e scappare insieme a Marael.
Data la delicata situazione politica, il caos regnava nelle strade e non fu difficile per loro due uscire dalla porta nord della città e scappare verso le montagne.
Erano liberi, e lontano dalla loro città natale che probabilmente non avrebbero mai più rivisto. Le loro strade avrebbero potuto separarsi quel giorno, ma guardandosi negli occhi non fu possibile per nessuno dei due dire addio all’altro, avrebbero vissuto insieme come avventurieri cercando di aiutare i deboli e di punire i malvagi al meglio delle loro possibilità
Con il tempo il loro amore si concretizzò ed un bimbo era in arrivo, decisero allora di stabilirsi per qualche tempo in un tranquillo villaggio tra le montagne, lontano da chiunque potesse volere la loro testa conficcata su di una picca.
Un giorno Taurus dovette allontanarsi dalla sua amata, era solo una missione di routine, non avrebbe tardato, dopo qualche giorno sarebbe stato di ritorno, giusto in tempo per vedere finalmente il visino di suo figlio. Controvoglia si divincolò dal tenero abbraccio di Marael e con un interminabile bacio si congedò, indossò la pesante armatura nera, impugnò l’enorme martello a due mani e senza voltarsi indietro sparì.
La missione di Taurus fu però più lunga del previsto, ma finalmente ritornò con gioia dalla sua famiglia, ma un’amara sorpresa lo attendeva, la visione dei resti anneriti e fumanti della sua casa lo ferirono come nessun’arma avrebbe mai potuto fare nemmeno nella più terribile delle battaglie, corse a perdifiato dall’anziana donna del villaggio che abitava a poche centinaia di metri, doveva sapere, sicuramente avrebbe avuto delle risposte.
L’anziana però non seppe placare la sua sete di risposte, tutto risaliva qualche giorno prima, improvvisamente scaturirono delle fiamme che in poco avvolsero l’intera casa, tutti gli abitanti accorsero, ma quando furono domate, non trovarono nulla tra le rovine, ne corpi, ne resti, niente, come se la casa fosse vuota da tempo. Gli occhi di Taurus si riempirono di lacrime, non riusciva ad accettare quanto stava ascoltando.
La vecchia però continuò, il giorno dopo una figura nera incappucciata con una maschera a coprire il viso bussò alla sua porta, lasciandole un fagottino spaventato ed infreddolito, dicendole che quello era il figlio di Taurus e Marael, e guardando gli occhi ed i bei lineamenti del piccolo, era senza ombra di dubbio il figlio dei due. La figura incappucciata scomparve senza dire altro se non che il piccolo si chiamava Turel.
Taurus prese il piccolo e lo strinse a se, era distrutto dalla perdita della sua amata, ma almeno suo figlio viveva. Decise di partire, in fondo non vi erano prove che Marael fosse morta, era comunque riuscita a dare alla luce il suo bambino, dopo qualche tempo però Taurus comprese a malincuore che portare con se un bambino così piccolo era troppo pericoloso per entrambi, non voleva assolutamente che il bimbo corresse dei rischi, riuscì tramite delle conoscenze a contattare il tempio dei chierici di Pelor presso la Città Libera di Grayhawk, li sarebbe stato al sicuro.
Per non destare sospetti, incontrò in piena notte il Diacono a capo del santuario e gli raccontò la sua triste storia.
Il Diacono dopo aver ascoltato in silenzio annuì solennemente, prese con sé il bambino, e rassicurò l’uomo che li con loro non avrebbe corso nessun rischio e sarebbe cresciuto come una persona retta e responsabile.
Taurus guardò il viso di suo figlio per l’ultima volta, lo carezzò dolcemente e gli promise che sarebbe tornato a prenderlo, insieme a sua madre. Detto ciò il guerriero si voltò, poggiò il possente martello sulla spalla, e si allontanò verso l’orizzonte illuminato dalla luna.
Il tempo passò e Turel crebbe, si applicava molto sia nello studio che nella devozione verso Pelor, ma sempre solo e taciturno, passava intere giornate in biblioteca a studiare molto più di quanto venisse richiesto, aveva una grande sete di conoscenza, quasi a cercare in quei libri delle risposte sulle sue origini e sulla sua storia.
Divenne adulto ed il giorno in cui gli venne conferito ufficialmente il titolo di Chierico di Pelor, l’anziano Diacono lo convocò per un’udienza privata.
Turel entrò, nella sala dove l’anziano lo attendeva, con fare cortese lo fece accomodare, e con grande diplomazia gli narrò la sua storia e quella dei suoi sfortunati genitori. Il ragazzo ascoltò con attenzione quanto il Diacono aveva da dirgli, senza interromperlo o fare domande, ringraziò con un profondo inchino il suo superiore e si congedò, un’infinità di pensieri gli turbinavano in mente, finalmente sapeva la sua storia, finalmente sapeva che suo padre era un uomo giusto che non si è voluto piegare di fronte alle ingiustizie, anche senza averlo mai conosciuto nutriva un grande rispetto per lui.
Passò ancora del tempo e Turel si dedicava alla cura degli infermi come la sua fede richiedeva, ma era sempre solo taciturno e schivo, pensava che le sue azioni avrebbero parlato per lui meglio di come egli stesso avrebbe potuto fare.
Un giorno arrivò presso il tempio uno strano soggetto, all’apparenza un mercante orientale di razza Illumian, si chiamava Pthab, gli venne data assistenza, cure adeguate, ma nonostante ciò, dovette rimanere in osservazione per un paio di mesi, questo diede il tempo a Turel di conoscerlo meglio, visto che si occupava personalmente della sua guarigione, stranamente, Turel riuscì ad aprirsi un po’ con quell’omino, dallo strano accento, che per qualche motivo non riusciva mai a stare zitto, quasi a colmare il vuoto di parole da parte di Turel.
Qualunque cosa fosse successa, Turel era certo di aver trovato un amico e mentre si salutavano era convinto che in qualche modo le loro strade si sarebbero incrociate nuovamente.

Turel

Age of Worms mizardr