Chapter 2 - Sogno di Ennon

Anno 595 CY – Waterday, 19° giorno di Readying
Negli ultimi tre giorni, hai avuto dei sogni strani, difficili da ricordare, ma tutti sullo stesso tema: il passato. Il racconto di Celerut ti ha fatto riflettere molto su quanto accaduto di recente. Tutte le investigazioni del vostro gruppo sono come i pezzi di un complesso puzzle che, nel tuo inconscio, si sta lentamente ricostruendo. Con questi pensieri ancora in testa, ti addormenti ed inizi a sognare.

Anno 565 CY – Dark Night (Godsday, 11° giorno di Goodmonth)
Sei in un sogno, un sogno del passato. È sera, una splendida sera di piena estate. È un giorno molto speciale, unico nell’arco di un anno: chiamato Dark Night (ma conosciuto anche come Black Night oppure Star Night), è l’unico giorno dell’anno in cui entrambe le lune di Greyhawk, Luna (La Grande Luna) e Celene (La Piccola Luna), sono nella fase lunare di luna nuova. Oltre ad essere una notte perfetta per scrutare il firmamento, la Notte delle Stelle è un giorno sacro per tutte le divinità della notte, del cielo, della luna e delle stelle; inoltre, è sacro per i druidi e per tutti chierici che venerano la Natura. Purtroppo, è anche un giorno sfruttato dai malvagi (specialmente dai ladri), motivo per il quale è nata la tradizione che, nelle zone più isolate e nel cuore dei villaggi, sono accesi dei grandi falò per illuminare la notte senza luna.

Nella piazza centrale di Diamond Lake, c’è un grande falò e si festeggia la Notte delle Stelle. Ma tu non puoi restare lì a festeggiare: hai un lavoro da fare. Ti allontani dal falò e ti avvii verso i boschi a Nord. Dopo una lunga camminata, che riesci a percorrere senza intralci grazie ai tuoi sensi elfici, arrivi nei pressi del circolo druidico. I druidi ti riconoscono e ti fanno entrare nella grotta, dove Nogwier, capo del circolo druidico, ha ultimato i preparativi per il rituale. Il tuo compito è sorvegliare l’ingresso e proteggere gli adepti druidici, in modo da impedire che il rituale venga interrotto; pur essendo magicamente protetto ed occultato dall’esterno, Nogwier è un vecchio molto saggio e sa che le difese magiche di cui dispongono non sono infallibili. Ti sistemi dal lato interno della grotta, imbracci l’arco, drizzi le orecchie e stai attento ad ogni minimo cambiamento. Ogni volta resti colpito dal grande albero capovolto, che Nogwier ti ha spiegato non essere di questo mondo.

Il rituale ha inizio. I druidi iniziano a salmodiare, mentre Nogwier, al centro del cerchio di pietre, di fronte ad un altare di pietra, recita antiche preghiere in linguaggio druidico. Mentre monti di guardia, passano circa 30 minuti. Il grande albero capovolto inizia ad emettere una debole luce: immediatamente sotto all’albero, Nogwier ha collocato una polla d’acqua purissima ed anch’essa inizia ad emanare una flebile luce. Sull’altare di pietra, invece, vi è un recipiente ovale, in ceramica, finemente inciso e decorato da pitture naturalistiche, all’interno del quale vi è un liquido nerissimo. I minuti passano e, oltre ad un leggerissimo aumento della luminosità, quasi impercettibile, non sembra accadere nulla. Dopo un’ora dall’inizio del rituale, una goccia d’acqua si solleva dalla polla ed entra nell’albero. Nogwier prende un pugnale di bronzo con il manico di legno e fa una incisione in un grosso ramo dell’albero. Immediatamente, la luce dell’albero aumenta ed una goccia d’acqua luminosa esce dal ramo e cade nella ciotola in ceramica. Come d’incanto, il nero sparisce e l’acqua della ciotola ritorna limpida, purificata dalla goccia caduta dall’albero. Resti sbalordito dall’accaduto, ma Nogwier ti guarda e, nel suo sguardo profondo, capisci che il rituale non è ancora terminato e ritorni sull’attenti.

Nogwier afferra nuovamente il pugnale di bronzo, lo intinge nella polla d’acqua alla base dell’albero e poi lo conficca nel cuore del tronco. In quel preciso istante, senti un rumore provenire da fuori. Immediatamente vai a controllare, pronto a combattere se necessario: appena esci dalla grotta, vedi un cespuglio muoversi, ma è solo un animale selvatico. Guardi in alto, controllando che non ci sia altro di sospetto, restando affascinato dalla volta stellata, così bella e maestosa, uno spettacolo sublime, quando senti una voce all’interno. “Nogwier, questo sarà l’ultimo rituale che farai!” e subito corri dentro. Il druido che ha parlato, interrompendo il rituale, lancia un incantesimo e le energie del rituale iniziano a saettare per la stanza, indebolendo gli adepti druidici e rendendoli incapaci di usare i loro poteri, mentre dei cerchi di rune compaiono per terra. Pochi secondi dopo, delle creature malvagie escono dai cerchi di rune (che si dissolvono nel nulla) e si avventano sugli altri druidi e su Nogwier, che reagisce lanciando delle magie per difendere i suoi discepoli. La vegetazione sulle pareti della grotta si anima ed afferra le creature, intralciandole, ma una riesce a liberarsi e sta per avventarsi su Nogwier, quando due frecce partite dal tuo arco la colpiscono, uccidendola e facendola scomparire.

Il druido traditore prende un piccolo oggetto dalla tasca e lo schianta per terra: del fumo tossico invade la grotta e subito inizi a tossire. Nel fumoso caos e nella confusione degli adepti che tentano di respingere le creature rimaste aggrovigliate dalle piante, perdi di vista il traditore, ma intuisci cosa voglia fare. Tossendo, esci dalla grotta e subito lo vedi, non molto lontano, davanti a te. Prendi la mira e scagli una freccia, ferendolo ad una gamba. Dopo un breve inseguimento, in cui il traditore aumenta la sua velocità magicamente ma tu riesci a seguirlo grazie alla scia di sangue, vi ritrovate faccia a faccia in una radura. Il druido traditore ha gettato via le sue vesti da druido: ora indossa dei semplici vestiti neri da esploratore, aderenti alla sua snella figura, un tessuto nero gli copre la parte inferiore del volto. La ferita alla gamba ha smesso di sanguinare (certamente grazie ad una magia curativa), ma la rocambolesca fuga l’ha lasciato un po’ stanco, mentre tu sei ancora in piene forze. Ha un pugnale in mano, mentre tu hai una spada corta: per lui è finita.

“Arrenditi! Getta il pugnale e mettiti steso per terra. Hai provato più volte a seminarmi, ma hai fallito. Non puoi continuare a scappare da me. Hai tradito Nogwier e devi pagare per le tue azioni!” asserisci con determinazione. “Non sono io il vero traditore, Zhilantar” replica il traditore. Zhilantarsa il mio nome, pensi. “Nogwier non ha detto tutta la verità sul rituale: quel rituale salverà il lago del villaggio dall’acqua nera, ma per farlo dovrà rubare linfa vitale al Grande Albero Capovolto, rischiando di ucciderlo” dice il traditore. Rimani sconcertato, ma capisci la difficile scelta di Nogwier: è disposto a correre un rischio per un bene superiore. “E comunque… tu non mi hai ancora preso” aggiunge e subito scompare dalla vista. Accetto la sfida! pensi e ti concentri intensamente. I tuoi sensi elfici ti aiutano perfino in quella notte senza luna: senti un rumore di passi alle tue spalle e subito la tua lama ruota nella direzione giusta, mentre un pugnale ti ferisce alla spalla.

Il traditore ritorna visibile. Il dolore alla tua spalla è forte, ma tu l’hai colpito in pieno petto. Estrai la lama sanguinante e lo lasci cadere a terra. Soffocando il dolore, estrai il pugnale dalla spalla, la ferita è più profonda di quel che immaginavi, e lo getti via. Il traditore è ancora cosciente, ma non gli resta molto da vivere: morirà lentamente per emorragia interna. Ti chini su di lui e lo afferri per il colletto: “Ho lasciato una pista, presto Nogwier sarà qui. I druidi possono curarti. Ma adesso dimmi la verità: perché l’hai fatto?” lo interroghi. “Per Benazel” risponde. Benazel… tutto torna. Il rituale avrebbe danneggiato la fonderia. Eppure, una leggera sensazione si insinua nella tua mente, come se lui ti avesse dato una risposta vera, ma che tu hai frainteso. Ma, sul momento, scacci quella sensazione e torni a concentrarti su di lui. “Quando sarà il momento, anche tu scoprirai la verità” aggiunge il traditore. “Sei solo un vigliacco” affermi. Lo lasci, senti i passi di qualcuno che si avvicina, sicuramente Nogwier. Stai per rialzarti, quando lui sta per lanciarti un incantesimo: un raggio nero parte dalle sue dita, tu ti giri di scatto e, schivando parzialmente il colpo, la tua lama lo finisce. Il raggio nero ti fa sputare sangue, ma per lui è finita. “Zhilantar, non farlo!” arriva troppo tardi la voce di Nogwier. “Mi dispiace, maestro, ma ha provato ad uccidermi” e, cercando di fare un passo verso Nogwier, cadi per terra. Semi-svenuto, vedi Nogwier che subito ti cura magicamente.

“Tutto bene?” la voce del druido è calda e confortante come sempre. Ora ti senti meglio. Lo ringrazi, ma qualcosa ti lascia perplesso. “Maestro… c’è una cosa che mi ha detto. Ha detto che l’ha fatto per Benazel e che…” prendi fiato “… e che lei non ha detto tutta la verità sul rituale. Mi ha detto che il rituale avrebbe ucciso il Grande Albero. È vero?! Il rituale ucciderà l’albero?!” incalzi. L’espressione di Nogwier è serissima: “Non è falso ciò che ti ha detto, c’è il rischio, ma vedi, Zhilantar, io ho fatto una scelta. Ho scelto di usare la mia linfa vitale al posto di quella del Grande Albero. In tal modo, solo io avrei accorciato la mia vita, ma sia il lago che l’albero si sarebbero salvati”. Resti scioccato dalle parole di Nogwier, che ti intima di non farne parola con nessuno. “Tuttavia, ora non sarà possibile ripetere facilmente il rituale…” l’espressione di Nogwier si fa mesta “… in quanto le energie del rituale, deviate da quell’incantesimo, hanno creato un grave squilibrio magico”. Nogwier ti spiega che, durante il tuo inseguimento, lui ha scacciato tutte le creature evocate ed il fumo tossico, ma il pugnale di bronzo, rimasto conficcato nell’albero, si è fuso con l’albero stesso e le energie magiche si sono riversate su di esso, trasformando il Grande Albero in bronzo.

Il sogno si ferma, tutto diventa buio, poi riprende. Sei di nuovo nei panni di Zhilantar. Sei appena tornato a Diamond Lake, un po’ sconfortato dagli eventi accaduti solo poco prima. Il grande falò è ancora acceso. Vedi Ennon. Lo saluti. Lui ti conosce, anche se non bene, ogni tanto scambiate quattro chiacchiere, essendo entrambi elfi vi è facile comunicare. Ti vede un po’ così, ti chiede cosa ti è successo, ma tu subito gli dici di non preoccuparsi e cambi argomento; dopotutto, è la Notte delle Stelle. Vi sedete accanto a guardare il grande falò. Forse un giorno gli racconterai tutto, ma non questa notte… questa notte la vuoi semplicemente passare in serenità. Ma un giorno dovrai dire ad Ennon la verità: dopotutto, anche se lui non lo sa, è pur sempre tuo fratello.

Chapter 2 - Sogno di Ennon

Age of Worms Dark_Field